Tartufo nero, strangozzi, crescionda e vini umbri, tutto quello che non dovete perdere a tavola
Spoleto è una di quelle città dove il cibo fa parte dell’esperienza culturale tanto quanto un affresco o una torre medievale. I ristoranti del centro storico propongono una cucina saldamente umbra, costruita su pochi ingredienti eccellenti: il tartufo nero dei boschi circostanti, la pasta fresca tirata a mano, le carni di castrato e agnello, i salumi di Norcia a pochi chilometri di distanza. Una cena qui non è un semplice pasto, è il modo migliore per concludere una giornata tra vicoli in pietra calcarea.
I piatti da non perdere
Prima di sedersi a tavola, vale la pena conoscere le specialità del territorio. A Spoleto si mangia tartufo nero per gran parte dell’anno, non come lusso occasionale, ma come ingrediente quotidiano. La pasta tipica sono gli strangozzi, spaghetti spessi e ruvidi di sola farina e acqua, perfetti per trattenere i condimenti più corposi. Altra pasta locale sono i pici (simili agli strangozzi ma più torti), e le pappardelle, spesso abbinate a ragù di cinghiale o lepre.
Tra i secondi, spiccano le braciole di castrato allo scottadito (carne di pecora giovane cotta sulla brace), la coratella di agnello e il piccione. Per chiudere, il dolce tradizionale è la crescionda spoletina, una torta bassa a tre strati a base di cioccolato e amaretti, dall’impasto compatto e dal gusto deciso.
Da bere: il Trebbiano Spoletino (bianco, floreale e minerale) e il Sagrantino di Montefalco (rosso tannico, da cercare nei ristoranti con buona carta dei vini).
Consigli pratici
Prenotare è consigliato: soprattutto nel fine settimana e durante il Festival dei Due Mondi (fine giugno–inizio luglio), quando la città si riempie e i ristoranti migliori si esauriscono in poche ore.
La stagione del tartufo: il tartufo nero di Spoleto è presente tutto l’anno, ma il periodo migliore va da novembre a marzo. Chi visita in estate trova comunque il tartufo estivo, più delicato e meno aromatico.
Il conto medio: una cena completa (antipasto, primo, secondo, vino) costa tra i 28 e i 42 euro nei locali di media fascia. Al Tartufo si sale leggermente, ma raramente oltre i 50 euro a persona.
L’orario dei pasti: i ristoranti aprono a pranzo dalle 12:30 alle 14:30, e a cena dalle 19:30. In alta stagione le cucine si fermano tardi; fuori stagione, alcune trattorie chiudono il martedì.
Cosa comprare da portare a casa
Un pranzo a Spoleto si prolunga anche dopo il rientro, grazie ai prodotti del territorio: tartufo nero in vasetto o grattugiato, olio extravergine DOP Umbria, salumi norcini (prosciutto, capocollo, lonza), vino Trebbiano Spoletino o Sagrantino di Montefalco. I negozi di gastronomia del centro vendono tutto l’anno, e molti ristoranti indicano volentieri dove acquistare i prodotti che hanno in cucina.
A Spoleto si mangia come si vive: con calma, rispetto per la materia prima e la consapevolezza che alcune ricette durano da secoli per una buona ragione.
